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Piceno Bike


 

La bicicletta permette di osservare il paesaggio senza essere chiusi dentro una scatola di lamiera ma movendosi alla stessa velocità del nostro pensiero”.
Da questo pensiero è nato un progetto che nasce da un’idea forte, quella che una mobilità alternativa è possibile, che non è utopia concepire un sistema di trasporti validamente alternativo all’uso massiccio dell’auto privata. Un’idea che la Provincia di Ascoli persegue attraverso diverse azioni. Alcune proiettate in un prossimo futuro, come la metropolitana di superficie che colleghi frequentemente e comodamente tutti i centri della costa e della vallata del Tronto in grado di caratterizzare la propria offerta per dare ospitalità a quanti viaggiano in bicicletta o ne fanno richiesta per visitare luoghi e territorio.
Tanti itinerari Piceni, luoghi e leggende per passeggiare, allenarsi e scoprire. Montagne e mare, salite e discese, tornanti e rettilinei interminabili, boschi e single track, strade levigate come velluto e le pietraie dei Sibillini. C’è tutto, eppure potrebbe esserci di più. Infinitamente di più... Il Piceno in bici è la giusta dimensione del turismo. Lento. Poetico. Aspro. Prudente. Curioso. Sfrontato. Profumato. Ghiotto. Silenzioso, ma in certi passaggi fragoroso. Rilassante e adrenalinico.
Ci sono la strada e la mountain bike. C’è l’attenzione per le piccole cose e accanto l’immensità di paesaggi possenti quanto dolci. Il Piceno in bici però è affare per ciclisti veri. Ci sono sì le ciclabili e gli infiniti chilometri di lungomare, ma quando la strada si rizza sotto i pedali, la bicicletta ritrova la sua ragione d’essere e nel Piceno di strade piatte ce ne sono davvero poche. Poi c’è la storia che fa il resto.
Tutto ciò è la forza di questa macchina così antica eppure così moderna, ma è anche la forza di questa terra, che ora può diventare un marchio di qualità. Ecco perché è nata l’idea di investire su questa idea e farne un prodotto turistico per una nicchia di intenditori.
Questo è il “territorio delle qualità” che pensiamo debba essere la nostra Provincia: le vacanze in bici nel Piceno, lungo i dolci saliscendi delle sue strade immerse nella natura, a contatto con piccoli e incantevoli centri ricchi di espressioni artistiche, storiche ed enogastronomiche, a poca distanza dalle grandi spiagge della costa sono una risposta ideale per tutti coloro, e sono sempre di più, che da una vacanza si attendono non solo riposo ma anche occasioni per curare la persona e lo spirito. C’è ciò che serve per entrare in sintonia con questa terra antica e magica. Il Piceno e la bicicletta parlano la stessa lingua: quella della fatica e della conquista. Parlano a bassa voce. Per questo dopo aver percorso anche soltanto uno degli itinerari che qui vi proponiamo, sentirete il bisogno di assaggiare il successivo. E in men che non si dica avvertirete anche voi molto forte la voglia di non andare più via.


Ascoli - San Vito - San Giacomo - Ascoli

Ascoli - San Vito - San Giacomo - Ascoli - San Benedetto Del Tronto
Trentasette chilometri in cui c’è davvero tutto, compreso il mal di gambe. C’è la città, da cui si parte. C’è la campagna, che porta nelle gambe il primo piombo, ma rallegra lo sguardo e l’anima. C’è la storia, passando davanti alla porta solida e antica di Casteltrosino. C’è la salita cattiva, su cui anche il Giro d’Italia ha stretto i denti. Ci sono i boscaioli e più su i pastori. Quindi c’è il formaggio. C’è l’alta montagna e con essa il vento e panorami struggenti. C’è davvero tutto, manca soltanto il traffico...
The shepherds walk
A route across Ascoli and Teramo district. A long climb with a very steep stretch after San Vito. And the story of that high marble stair..

Castel di Lama - Offida - Castignano - San Benedetto del Tronto

Castel di Lama - Offida - Castignano - San Benedetto del Tronto - San Benedetto Del Tronto
Da una stazione all’altra, usando il treno per chiudere il cerchio o, come in questo caso, per iniziare a tracciarlo. Sia che si provenga da Ascoli Piceno, sia da San Benedetto del Tronto, la prima cosa da fare è pertanto informarsi su quali corse consentano il trasporto delle bici sulla linea che congiunge il capoluogo al mare. Poi non resta che partire alla volta della stazione di Castel di Lama, abbreviando il percorso che andremo ad eseguire di circa 40 chilometri, risparmiandoci quei chilometri della via Salaria, che tra Ascoli e il mare è purtroppo ben più trafficata.
L’itinerario che alla fine misurerà 65,6 chilometri potrebbe sembrare accessibile vista l’esiguità delle quote altimetriche proposte, ma è invero piuttosto impegnativo e nel periodo estivo va pertanto effettuato, possibilmente, rifuggendo le ore più calde del giorno.
The hills of art, wine, history and... weariness
Total change of scenery. The mountains are in the back and this is the sweet size of Piceno. But the climbs are nevertheless hard to be done

Da Pedaso - al muro di Ortezzano

Da Pedaso - al muro di Ortezzano - San Benedetto Del Tronto
Lasciare la spiaggia per inseguire il mito dei ciclisti professionisti? Per una volta si può, ma a patto di prendere ciò che verrà senza farne un dramma e le fatiche che ci attendono senza troppa fretta. Più che di un itinerario, la pedalata da Pedaso a Ortezzano è infatti una sfida con se stessi, fondata non tanto sui 22,1 chilometri che dall’Adriatica conducono al paesino fermano, quanto piuttosto per quegli ultimi 700 metri al 12 per cento di pendenza media o se preferite gli ultimi 400 al 20 per cento. È il Muro di Ortezzano: budello di strada che si avvolge in spire così ripide da dubitare della possibilità di arrivare in cima. È una vera sfida alla gravità, da affrontare con rapporti da mountain bike. Il 28, quindi, o addirittura la guarnitura compact, perché di una cosa siamo certi: impossibile farlo senza preparare anche la bici...
The Wall of Ortezzano
A quiet route from the sea to a very small village on the top of the hill. The climb is already legendary. The slope is called Muro di Ortezzano