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Frittura di Paranza

Frittura di Paranza - San Benedetto Del Tronto
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 Lavate con cura tutti i tipi di pesce in acqua leggermente salata, quindi asciugateli con della carta assorbente.
Quindi infarinate pochi pesci alla volta, senza eccedere nella farina.
2
Mettete sul fuoco una capace padella e versatevi l'olio. Quando sarà abbastanza caldo, iniziate a cuocere i pesci, tuffandone pochi alla volta. Scolateli man mano che cuociono e posateli su un foglio di carta assorbente, in modo da far scolare l'olio in eccesso.
3
Ricoprite nel frattempo un piatto di portata preriscaldato e ponetevi la frittura mista. Mettete il sale solo al momento di portare in tavola.

 - San Benedetto Del Tronto

Il Brodetto alla sambenedettese

Brodetto alla sambenedettese

Il Brodetto esiste da quando esistono i pescatori.

Questo apprezzato piatto marinaro ha infatti costituito per secoli il principale elemento, se non l'unico, del pasto dei pescatori.

La sua origine, antica e prettamente popolare, deriva dalla abitudine della gente di mare di cucinare a bordo quella parte del pescato che non potesse essere destinato al mercato, sia per la qualità (poco richiesta), sia per la troppo piccola taglia, sia infine per l' insufficienza quantitativa.

Da una mescolanza di pesci, buoni seppur non di grandi dimensioni, ecco nascere il Brodetto che, in origine, si giovava solo dell'olio come condimento indispensabile. Via via il piatto ha subito evoluzioni sempre più raffinate, conquistando una ben meritata fama in tutto il territorio Nazionale e diventando prerogativa indiscutibile delle Marche.

 

Non esiste una ricetta codificata del brodetto, vi sono molte variazioni sul tema. Ci fu e c'è anche se meno frequente il brodetto di barca, fatto con i pesci che erano a disposizione ed un brodetto che sopravvive in alcune famiglie, più rigoroso nella ricerca di specie di pesci appropriati.

C'è un brodetto di ristorante che ha inserito scampi o panocchie, vongole o cozze, assolutamente introvabili nelle ricette più tradizionali.

 

I pesci del brodetto sono divisi in due gruppi: quelli di carni sode che rilasciano umori (Coda di rospo, mazzolina, vocca in capo, scorfano, ragno, triglia) e quelli di carni morbide che acquisiscono il brodo dello stesso (Busbana o merluzzo, razza chiodata, palombo, gattuccio insieme a seppie).

 
 

Il Brodetto di barca
Occorreva una pentola larga e semi profonda che veniva pulita solo sommariamente, di proposito. Un tempo, prima delle tecnologie di cucina a bordo, occasione di pasto caldo con liquido - intingolo che si consumava al freddo del mare aperto. Si aggiungevano cipolla, pomodoro e peperone: vegetali che possono durare per giorni, maturare al vento e al sole marino, quindi utilizzabili nella navigazione.
L'aceto a bordo aveva un ruolo importante - perché si consumava come bevanda detta masa o acetella: un pò di aceto - veniva aggiunto stemperato  in acqua abbondante. Dicono i filologi della tradizione orale, in parte anche inventori immaginifici di quella tradizione medesima che non si trattava di vero aceto, ma di vino acetato. Non ci sono prove o controprove. La scelta dei pesci saporiti, spinosi, risale di certo al brodetto di barca, ma non è detto che sia completamente vero che l'unico criterio di selezione fosse lo scarso valore di mercato dei pesci stessi. Senza smentire che questa componente ci sia stata, non è veritiero negare ai pescatori di paranza, ancorché poveri estremi, il gusto e l'arte culinaria. La cosa certa è che il brodetto di barca è stata la madre di tutti i brodetti.


Il Brodetto di casa

Ognuno ha la sua ricetta, ognuno pensa che sia quella legittima della tradizione di barca. Ma tra le quattro mura domestiche delle case basse di un tempo, il brodetto passa dalle mani in mani femminili e per di più in case non solo di pescatori.

Il carattere distintivo del brodetto di San Benedetto è l'aceto, di vino bianco. Qui la selezione dei pesci si fa più rigorosa e nascono canoni più precisi, anche se la ricetta rimane personale e si trasmette verbalmente.

Le prime ricette codificate si trovano in libri di cucina della seconda metà dell'Ottocento, scritti da cuochi professionisti.

Gli ingredienti sono: pomodoro verde (verde e rosso in variante), cipolla, aceto bianco, acqua, peperone a corno rosso e giallo, seppia e polpo, coda di rospo, vocca in capo, mazzolina, scorfano, rana pescatrice, triglie, palombo a fette, gattuccio razza occhiata, merluzzo o busbana.

L'originalità sta proprio nell'uso dell'aceto, dei peperoni e dei pomodori verdi.

Il piatto richiede un particolare metodo di cottura, con i vari tipi di pesce messi nella pentola (bassa e larga) in rigorosa successione, partendo da quelli a carne più dura fino a quelli a carne morbida. E' assolutamente vietato mescolare!


Il Brodetto di ristorante

Il brodetto cade nell'incontro fatale con il turismo. Si aggiungono elementi estranei, decisi dal cuoco. Entrano panocchie, scampi, perfino gamberi. Per altri vongole e persino cozze. Qualche volta l'aceto viene annacquato.


 

 

 - San Benedetto Del Tronto

Ricetta

Olive all'ascolana



Tempo Richiesto (in minuti)
: 70
Ingredienti (per 6 persone): 1 kg. di olive verdi grosse in salamoia, 150 gr. di carne di maiale tritata, 70 gr. di prosciutto crudo, 60 gr. di parmigiano grattugiato, salsa di pomodoro, 4 uova, farina, pangrattato, olio, sale, pepe, noce moscata.
Preparazione: Lavate le olive e snocciolatele, cercando di non rompere la polpa. In una casseruola fate rosolare la carne con un po' d'olio, salatela e pepatela. Appena cotta mettetela in una terrina, unite il prosciutto tritato finemente, il formaggio, poca noce moscata, 1 cucchiaiata di pangrattato, 2 cucchiai di salsina di pomodoro, sale, pepe e 2 uova per legare. Mescolate accuratamente, poi usate questo composto per farcire le olive. Passate le olive già farcite prima nella farina, poi nell'uovo battuto con poco sale e pepe, e infine nel pangrattato. Fatele friggere in abbondante olio caldo, scolatele con il mestolo forato e deponetele su una carta da cucina assorbente per togliere l'eccesso di olio. Servitele calde disposte a piramide sul piatto di portata.
Vino Consigliato: Verdicchio

Crostata di Nonna Giannina

Crostata di Nonna Giannina - San Benedetto Del Tronto
Per la pasta frolla:
burro g 225, zucchero a velo g 200, uova intere g 150, sale 2 g, mandorle in polvere g 60, la buccia di un limone grattugiata, farina”00″ g 500

Impastare la pasta frolla, aggiungendo gli ingredienti nell’ordine in cui sono elencati. Lasciare riposare in frigorifero per qualche ora.


Composizione e decori:
stendere la pasta frolla in una tortiera che abbia un diametro di 26 cm e un’altezza di circa ½ cm. Stendere uno strato sottile di confettura extra di mirtilli. Adagiare i mirtilli ricoprendo la confettura. Infornate a 170°C per circa 40 minuti. Lasciare raffreddare la torta. Metterla su un vassoio da portata e lucidare la superficie con una gelatina neutra.